Accoglienza

I progetti per i migranti

Dal 2011 la nostra rete è impegnata in progetti di accoglienza diffusa per l’inclusione sociale dei migranti

Il diritto di asilo è un diritto fondamentale dell’uomo, il CCB crede che la solidarietà (tra persone, regioni, stati) sia un segno di progresso e che l’incontro tra persone diverse favorisca il reciproco sviluppo.

A partire dall’emergenza Nord Africa del 2011, CCB insieme alle cooperative consorziate, concorre allo sviluppo del progetto di accoglienza per persone richiedenti protezione internazionale nella provincia di Monza e Brianza, creando un sistema di accoglienza diffusa, che ha consentito una partecipazione attiva del territorio stesso, condivisa e proporzionale alle sue capacità.

Centro del progetto di accoglienza è la persona accolta che è soggetto di un percorso, supportato da uno staff che comprendente diverse figure professionali, che lo conduce all’acquisizione di conoscenza e consapevolezza rispetto al proprio iter giuridico della richiesta di asilo e di strumenti e competenze che ne favoriscano l’inserimento socio-lavorativo nella comunità ospitante.

Centrale per il progetto di accoglienza nel territorio è lo sviluppo di una rete di comuni, associazioni e volontari che collaborino al fine dell’inclusione delle persone accolte all’interno della comunità e che possano contribuire allo sviluppo di una cultura di accoglienza.

I soggetti che hanno sviluppato questo sistema sono una rete di associazioni che rappresentano il più importante e grande ente per i servizi di accoglienza immigrati che opera oggi in Brianza, RTI Bonvena. Questo sistema di collaborazioni (di cui CCB è proattivo capofila) permette alla stazione appaltante di avere un unico interlocutore che rappresenta una pluralità di soggetti ed è un modello di impresa sociale che punta all’accoglienza solidale e non all’assistenzialismo, a dare a tutti lo stesso trattamento e le stesse chance di integrazione in coerenza ai principi sanciti dalla Carta dei Diritti dell’Uomo.

RTI Bonvena

Il raggruppamento Temporaneo d’Impresa RTI Bonvena nasce nel marzo 2014 e vi hanno aderito oltre che i due maggiori consorzi del territorio, Consorzio Comunità Brianza e CS&L, anche numerose altre organizzazioni tra cooperative sociali, associazioni ed enti ecclesiastici.

La parola chiave di Bonvena (accoglienza in esperanto) è collaborazione.

Collaborazione con le Istituzioni così come con gli Enti Locali, la Chiesa, i Sindacati e altri Enti significativi; collaborazione anche nella gestione perché Bonvena nasce come sistema aperto al contributo di ogni associazione o gruppo che voglia fare la sua parte; collaborazione infine anche nella creazione della rete dei servizi: mettiamo insieme la principali professionalità e le risorse economiche dei diversi enti.

CONSORZIO CS&L

AERIS

COOPERATIVA AZALEA

COOPERATIVA BUENAVISTA

CARITAS MONZA

COOPERATIVA SOCIALE META

NATUR&

NOVO MILLENNIO

COOPERATIVA SOCIALE POP

SULÈ ONLUS

SOCIOSFERA COOPERATIVA SOCIALE ONLUS

ANOLF

DIRITTI INSIEME

GLOB ONLUS

L’ASSOCIAZIONE MOSAICO INTERCULTURALE ONLUS

Attraverso il bando pubblico della Prefettura di Monza e Brianza, Consorzio Comunità Brianza ed RTI Bonvena hanno lavorato alla costruzione di un sistema di accoglienza adatto a rispondere ai bisogni dei cittadini stranieri e dei richiedenti asilo attraverso due filoni di intervento:

  • la gestione dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), proponendo un modello nuovo di accoglienza diffusa che, pur operando in condizioni emergenziali, garantisce alti standard qualitativi di servizio alle persone accolte.
  • l’implementazione di progetti nazionali S.P.R.A.R.(Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), previsti a livello normativo, al fine di oltrepassare la logica di straordinarietà che contraddistingue l’attuale contesto.

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L'accoglienza diffusa

CAS

Nel modello di accoglienza diffusa i richiedenti asilo sono ospitati in diverse strutture distribuite in tutti i comuni del territorio della Provincia di Monza e della Brianza.

Questo modello facilita gli ospiti nella conoscenza del territorio, dei suoi servizi e delle modalità di accesso agli stessi in autonomia. Inoltre favorisce il processo di inclusione sociale di piccoli gruppi di richiedenti asilo all’interno di ogni singola comunità: attraverso la relazione e la conoscenza reciproca con singoli volontari o la collaborazione all’interno di associazioni e parrocchie, la persona richiedente asilo ha la possibilità di sviluppare una propria rete di conoscenze, amicizie e sostegno, sentendosi parte della comunità che abita.

SPRAR

Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. A livello territoriale gli enti locali, con il prezioso supporto delle realtà del terzo settore, garantiscono interventi di “accoglienza integrata” che superano la sola distribuzione di vitto e alloggio, prevedendo in modo complementare anche misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

Progettazione e futuro

Progetti europei

A partire dall’esperienza fatta in italia ci siamo impegnati in una serie di progettazioni sostenute dai fondi Fami. Abbiamo lavorato alla costruzione di network nazionali ed oltre, in particolare con il progetto Giano ci siamo confrontati con partner di Irlanda, Germania, Spagna ed Italia al fine di individuare buone prassi e elaborare linee guida utili alla strutturazione e diffusione di esperienze di accoglienza diffusa e in famiglia.

Con il progetto Fra noi invece siamo stati parte attiva di una rete che, nel territorio nazionale, ha sperimentato e sviluppato percorsi di autonomia reale al di fuori dei circuiti dell’accoglienza per beneficiari di protezione internazionale.

Progetti sperimentali

Dall’accoglienza e dalle necessità che in questa abbiamo rilevato ci siamo attivati per progettare e produrre iniziative che andassero a soddisfarne i bisogni, sono così nati esperienze sperimentali come, ad esempio, la collaborazione con le scuole per attività di alternanza, l’ambulatorio di etnopsichiatria “Artemisia” riguardante gli aspetti sanitari delle persone accolte. Abbiamo inoltre iniziato ad attivarci per intervenire anche in paesi extraeuropei con cui lavorare (es. progetto con Turchia) al fine di condividere saperi ed esperienze.

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