Harris

Harris

CHI: Harris Momodu, 28 anni, Nigeria

COSA: Harris, il richiedente asilo che ha migliorato il clima aziendale di una multinazionale di Vimercate

DOVE: IMI Norgren, Vimercate

GRAZIE A: Cooperativa Pop

Cooperativa sociale che si occupa di accoglienza, promozione umana e che sviluppa modelli innovativi di integrazione sul territorio attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi. 

 

LA STORIA DI HARRIS

“Sono Harris, vengo dalla Nigeria ma sono qui in Italia tra i vivi. Il colore è diverso ma il cuore è la stesso per tutti. Nessuno può sapere quanto durerà la sua vita, in questo siamo tutti uguali.”

Così comincia la nostra intervista con Harris Momodu, profugo partito nel 2014 dalla Nigeria e arrivato in Italia a maggio del 2016. Harris viene accolto dalla rete di accoglienza profughi in Brianza, RTI Bonvena e successivamente preso in carico dalla cooperativa Pop.

Durante il viaggio che lo ha condotto in Italia, Harris ha dovuto attraversare anche la Libia dove è rimasto 1 anno e 6 mesi circa: lì credeva che la sua vita sarebbe finita,  “é un altro mondo” racconta. Non ci dice altro del suo passato, sarebbe una storia troppo dura.

Quando è arrivato all’interno del progetto di RTI Bonvena si è sentito accolto come un figlio, in nessun altro luogo è andata così ma nello stesso tempo avverte l’avversione di molti italiani verso il popolo nigeriano “Gli italiani pensano che i nigeriani fanno casino” ci dice, “ma non siamo tutti uguali!

 

Grazie ai progetti di accoglienza, Harris da dicembre 2017 inizia a lavorare come magazziniere alla IMI Norgren di Vimercate, multinazionale inglese che produce sistemi di automazione. Harris conquista il cuore di tutti. “La sua storia -dicono i dipendenti dell’azienda- ci ha aiutato a ridimensionare i nostri problemi e il suo atteggiamento sempre costruttivo e positivo ha dato fiducia e migliorato il clima aziendale.”

Harris si trova bene nell’azienda, si sente parte di un gruppo, i colleghi lo sostengono e lo aiutano a capire come svolgere le sue funzioni lavorative.

Harris ha un ruolo importante alla Imi Norgen, è infatti colui che stimola la collaborazione e attraverso la sua storia e il suo modo di fare, molti in azienda si sentono chiamati a riflettere sul loro stile di vita. Un esempio? “La prima volta di Harris in mensa è stata per molti di noi –racconta Luca Conti, collega di Harris- una lezione di vita. Gli avanzi di cibo che noi spesso gettiamo, Harris li ha confezionati in un pacchetto e li ha portati a casa.”

Purtroppo la sua storia non prosegue nel migliore dei modi perché nella primavera 2018 la commissione prefettizia respinge la domanda di asilo politico.

Alle IMI Norgren “esplode” la solidarietà nei confronti di Harris. Il servizio legale di RTI Bonvena procede al ricorso. Tutti i dipendenti, compreso Danilo Carrara, Amministratore Delegato della IMI Norgren, decidono di scrivere al giudice. Ognuno firma un pensiero e tutti allegano carta di identità e quanto occorre a sostenere la causa di Harris. 

 

Riguardo alla sua situazione di oggi, in cui Harris è ancora in attesa della decisione del giudice, ci dice:

Voglio restare qui in Italia come un uomo libero, non voglio più problemi. Se la vita in Nigeria fosse stata libera sarei rimasto lì ma non lo era, era molto dura.

Come posso raggiungere una vita libera e indipendente qui in Italia?

Se perdo il lavoro che ho, finisco per strada.

Ma prima di tutto devo essere libero: senza documenti però non c’è libertà.

Io ho un lavoro ma non ho i documenti.

Non voglio dire che a tutti devono essere concessi i documenti ma per coloro che si impegnano concretamente per vivere in modo migliore dovrebbe essere offerta una possibilità.”

Per il suo futuro Harris vorrebbe essere indipendente e continuare a lavorare nell’azienda di Vimercate.

Vorrebbe ottenere il ricongiungimento con la sua fidanzata Rita anche lei profuga e attualmente ospitata in Sardegna.

Vorrebbe che chi lo dovrà giudicare in relazione alla domanda di asilo politico sappia guardarlo più profondamente, sappia guardare nel suo cuore e coglierne le vere intenzioni senza considerarlo come qualsiasi altro, magari come il “solito cattivo Nigeriano”.

Vorrebbe essere guardato come una persona.

Leggi gli articoli sulla storia di Harris su AvvenireIl Dialogo di Monza

 

AGGIORNAMENTO sulla storia di Harris:

Harris che ha da poco cambiato il suo nome in Harrison, ha ottenuto la Protezione Umanitaria che gli da diritto ad un permesso di soggiorno per motivi umanitari di durata annuale.

Attualmente sta continuando la sua esperienza lavorativa in un’altra azienda a Cavenago.

 

 

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