Storia di un virus capriccioso: una storia di accoglienza in famiglia

Storia di un virus capriccioso: una storia di accoglienza in famiglia

“STORIA DI UN VIRUS CAPRICCIOSO” non è solo è un racconto, è un’esperienza di incontro, un piccolo tesoro che mostra quanto possa essere arricchente e speciale aprirsi a ciò che non conosciamo, a ciò che appare diverso da noi. E lo fa con la spontaneità dei bambini.

La storia è nata all’interno di un progetto di accoglienza in famiglia del Consorzio Comunità Brianza ed è stata scritta, in piena emergenza Covid19, da Martino, Vinicio e Anita, i bambini della famiglia ospitante, con l’aiuto di Mamadu, il giovane accolto dalla loro famiglia.

Il Consorzio Comunità Brianza ha iniziato ad occuparsi dei progetti di accoglienza in famiglia nel febbraio 2019:

Abbiamo spesso incontrato le pratiche di accoglienza in famiglia nei progetti con cui abbiamo collaborato, con le realtà con cui abbiamo avuto a che fare e siamo stati, storicamente, molto diffidenti su queste pratiche, più che altro per paura.” Racconta Massimiliano Giacomello- responsabile dei progetti di accoglienza per CCB “Ho sempre, per primo, avuto paura di inviare una
persona, con un vissuto difficile e complesso, all’interno di una famiglia, attivando rapporti stabili di convivenza, senza il filtro della professionalità, senza l’armatura del lavoro.  Alla fine l’accoglienza in famiglia è arrivata a noi.
Nel nostro quotidiano, costruendo rapporti con il territorio, abbiamo iniziato a ricevere proposte e abbiamo quindi scelto di investire in questa forma di accoglienza, affidando ad un’educatrice professionale il compito di costruire strumenti a supporto dei beneficiari e delle famiglie e di sperimentare i progetti. Stiamo continuando ad affinare le nostre capacità e, al solito, con gioia, mi ritrovo stupito per i risultati, per le risorse che riusciamo ad attivare e per le disponibilità che incontriamo.”

Gli obiettivi dei nostri progetti di accoglienza in famiglia, oltre a quello di offrire ospitalità a chi si trova in una condizione di difficoltà nel reperire un alloggio, sono:

-facilitare l’espressione delle potenzialità personali per il raggiungimento della completa autonomia dell’ospite -favorire la cultura dell’accoglienza e dell’incontro con l’altro

-contribuire al superamento della dimensione di vulnerabilità e disagio che la società si trova a fronteggiare.

Abbiamo strutturato una serie di servizi a disposizione del singolo progetto di accoglienza: il matching tra famiglia e ospite viene seguito dai nostri operatori, un’educatrice professionale seguirà tutto il percorso, è prevista una fase di conoscenza in cui vengono fornite tutte le informazioni a famiglia e ospite ed è previsto un costante monitoraggio del percorso.

PER QUALSIASI RICHIESTA DI INFORMAZIONI, CURIOSITÀ O CHIARIMENTI
potete contattare l’operatrice Marta Zambonardi al seguente indirizzo: in.famiglia@comunitabrianza.it

Scarica il libretto di STORIA DI UN VIRUS CAPRICCIOSO

o guarda il video animato della storia:

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