Roberto

Roberto

Di cosa ti occupi?

Mi occupo della gestione e del coordinamento di progetti che il Consorzio realizza insieme ai partner sul territorio. Sono iniziative diverse tra loro, ma accomunate da una forte dimensione educativa: lavoriamo con le scuole, con le realtà territoriali e con la comunità, costruendo percorsi che generano valore condiviso.

Perché fai quello che fai? Qual è il valore del tuo lavoro per te?

Sono una persona curiosa e il mio lavoro mi offre l’opportunità di conoscere il territorio in modo ampio e approfondito: non solo nei suoi aspetti organizzativi, ma soprattutto nelle relazioni e nelle dinamiche sociali che lo attraversano.
Credo che il mio ruolo sia importante perché contribuisce a rendere concreti i progetti, presidiane obiettivi, tempi e risorse. Essere un punto di raccordo tra visione e operatività, tra idee e realizzazione, per me rappresenta un valore significativo.

Che cosa vorresti migliorasse nella tua quotidianità lavorativa?

Oggi mi sento soddisfatto del contesto in cui lavoro: mi sento valorizzato e riconosciuto, e questo non è scontato. Mi piacerebbe però che cambiassero alcuni elementi di sistema, a partire dal riconoscimento sociale ed economico delle professioni del Terzo Settore. A parità di esperienza, un Project Manager nel settore profit percepisce mediamente una retribuzione superiore rispetto a chi opera nel non profit.
Inoltre, credo che non venga ancora pienamente riconosciuto quanto le professioni educative possano essere impegnative e logoranti, al pari di molte altre professioni. Questo incide anche sulla qualità dei servizi e sui sistemi di supporto dedicati a chi lavora nel sociale.

E invece cosa vorresti che migliorasse in termini sociali o per le persone di cui ti occupi?

Mi piacerebbe che si potesse recuperare il senso della comunità come organismo collettivo di cura, responsabilità e investimento. Vorrei un Terzo Settore sempre più capace di accogliere, promuovere e sostenere le persone, mettendo al centro prima di tutto i sogni e le aspirazioni, e poi anche i bisogni. Credo che investire con convinzione nelle nuove generazioni sia la chiave per costruire un futuro più equo, coeso e generativo.

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AgliateVilla Longoni